Riflettendo sul crocevia fra turismo e i mezzi di comunicazione digitale, due sono gli ambiti che determineranno cambiamenti di rilievo nel prossimo futuro (non solo nel turismo, peraltro): le reti sociali e i dispositivi mobili. Provo a fare un paio di riflessioni per chi avesse ancora qualche dubbio su queste due traiettorie dell’innovazione nel mercato dei viaggi, sia in termini di relazione con il cliente che di sviluppo di nuovi servizi.
Mi ha colpito la proporzione di alcuni dati resi noti nei giorni scorsi. Nell’ambito della conferenza ‘Web 2.0 Summit’ di San Francisco, Facebook ha affermato che il tempo speso da suoi (oltre 300 milioni di) utenti assomma a 8 miliardi di minuti al giorno!
Questo tempo, se lo considerassimo in termini lavorativi ad esempio, rappresenterebbe un capitale umano di circa 75mila anni/uomo (ogni giorno!). Cioè una persona che lavora per 75mila anni (ferie e permessi retribuiti a parte, naturalmente). Una quantità di tempo praticamente inimmaginabile.
Tutto questo tempo (libero?), speso negli universi dell’informazione e della relazione, rappresenta un’opportunità ghiotta per i professionisti del marketing e della comunicazione e diventa così un veicolo nuovo, un terreno competitivo importante per creare un rapporto con i clienti-consumatori.
Ma c’è di più. Circa un terzo degli utenti di Facebook si connette mediante un dispositivo mobile, in qualsiasi momento “di transizione” (fra un’attività e la successiva) ed in qualsiasi luogo ci si trovi. Anywhere always on. In mobilità, appunto. Tutto questo mi sembra che abbia molto a che fare con l’esperienza del viaggio e del luogo, con la promozione del territorio e dei suoi patrimoni culturali. Cioè con la capacità di determinare esperienze ed emozioni. Di attivare relazione.
Su questo terreno, è emblematico anche il recente annuncio di Twitter. Si chiama Twaller e si governa con semplici comandi come @travellingto, @weatherat, @justvisited, @stayingat.

Basato sul principio dei “cinguettii” di Twitter (brevi messaggi scambiati nell’ambito dei propri contatti in rete), offre un servizio (in versione beta) per organizzare e comunicare i propri spostamenti nel mondo alle persone che “ci seguono”. In modo semplice e rapido, consente di fornire e ricevere informazioni in tempo reale e in mobilità.
Direi che si apre un’opportunità duplice: per i viaggiatori, quella di scambiare informazioni con altri utenti, siano essi amici o persone che si trovano nei dintorni; per il territorio, quella di far circolare informazionisui luoghi e i suoi punti d’interesse, rendere l’esperienza di viaggio più interessante ed aumentare le occasioni di “consumo”.
Direi, per concludere, che su questi due piani (telefoni cellulari e reti sociali) in rapida convergenza, c’è davvero molta carne al fuoco e si possono individuare interessanti nuovi percorsi di business per i player dei viaggi e del territorio.
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